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Flora del Vulture: la Calendula

4 aprile 2020

La Calendula arvensis L. è una splendida pianta da fiore, cresce spontanea nei prati incolti, nei vigneti e oliveti inerbiti. Il suo nome potrebbe derivare dal latino “calendae”, ovvero il primo giorno del mese. I fiori vengono utilizzati come segnale per la pioggia dai contadini in quanto al mattino non si aprono se durante il giorno pioverà. E’ una pianta eccezionale che si presta a diversi uso e rappresenta un genere di piante erbacee che appartiene alla grande famiglia delle Asteraceae o Compositae.

E’ una pianta erbacea annuale e di rado si comporta come biennale. Ha una radice a fittone e numerose piccole radici laterali. E’ ricoperta da una sottile e delicata peluria con delle ghiandole ricche di olio essenziale. Le foglie, verde-grigie, sono alterne, di forma lanceolata con margine dentato. I fiori della calendula sono costituiti da capolini, ognuno composto da fiori maschili tubulari al centro, i quali formano un disco piano, e fiori femminili ligulati alla periferia del capolino, disposti in una corona a una serie (la Calendula officinalis ne ha due). Il capolino è altresì circondato da brattee ricoperte di peli ricchi di ghiandole, contenenti l’olio essenziale, di cui la pianta è molto ricca. La colorazione del fiore varia su diverse tonalità, che vanno dall’arancio al giallo scuro. La calendula è una pianta autogama ossia autoimpollinante. Il frutto è un achenio di forma ricurva.

Il capolino di calendula si raccoglie quando è maturo e ancora non inizia ad aprirsi tra aprile e giugno seguendo la sua fioritura scalare.

La pianta contiene in più parti l’olio essenziale, soprattutto nelle brattee d nelle foglie. E’ ricca di vitamina C, vitamina A, antiossidanti, xantofilla, flavonoidi, carotenoidi, polisaccaridi, mucillagini, resine e saponine, sostanze amare, composti triterpenici. Da questi elementi derivano le sue proprietà principali, ossia: antinfiammatoria, antibatterica, antisettica, cicatrizzante, decongestionante, lenitiva, idratante, regolarizza il ciclo e protegge l’apparato digerente.

Fiori e foglie di calendula possono essere usate sia fresche che essiccate all’ombra per preparare diverse formulazioni. Le principali sono la crema e l’olio di calendula, l’infuso, il decotto, la tintura madre.

L’essudato radicale della calendula è sgradito ai nematodi, parassiti terricolo. I petali dei fiori possono essere mangiati nelle insalate o anche fare canditi. I boccioli sono commestibili e come quelli del tarassaco si possono conservare sottaceto.

Mariantonietta TudiscoVisualizza tutti i Posts

Mariantonietta è una persona eclettica e sognatrice, ama la Natura e vivere all'aria aperta. Ha tante competenze e si è sempre ben espressa in ogni ambito lavorativo che ha richiesto lavoro di equipe. Si occupa di progettazione ambientale per il pubblico ed il privato, di agriturismo e fattorie didattiche, di consulenza alle imprese, agli enti o agli agricoltori, di formazione post diploma con enti accreditati, di animazione del territorio e proposte di itinerari. Negli ultimi anni propone il Vulture-Melfese come territorio da vivere esplorare con escursioni, trekking, hiking, corsi di escursionismo di base, corsi benessere, corsi yoga, forest bathing

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