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Erbe selvatiche e coloranti naturali

21 febbraio 2018

L’uomo sin dai tempi più remoti ha impiegato le erbe selvatiche sia per curare le malattie che per colorare i tessuti.

Già dalla preistoria i coloranti naturali si usavano per tingere le stoffe e sino alla seconda metà del secolo XIX era l’unico modo conosciuto. Da allora e fino ad oggi si è affermato l’uso dei coloranti di sintesi che offrono risultati più facilmente riproducibili, una gamma di colori più ampia e permettono di intervenire su tutti i tipi di fibra.

Il ritorno alla naturalità ed i problemi di inquinamento e di salute hanno riportato l’interesse verso i coloranti naturali attualmente impiegati a livello amatoriale in attività dimostrative ed educative. La tintura con le erbe permette di ottenere tessuti e filati di colorazioni e sfumature differenti a seconda di quanto utilizzato nel corso del procedimento.

I vantaggi di un ritorno ai coloranti naturali estratti dalle erbe selvatiche sarebbero diversi:

-minore impatto ambientale ed inquinamento

-possibilità di sfruttare terreni marginali

-riuso delle erbe selvatiche

-valorizzazione degli scarti agricoli

-recupero produzioni biologiche

-ampliamento multifunzionalità agricola

-sviluppo aziende tessili

-minori problemi di allergia da contatto.

Le erbe selvatiche in grado di fornire coloranti sono numerose e diversificate in base alle loro caratteristiche botaniche, esigenze climatiche, ciclo biologico, organi differenti (radici, foglie, infiorescenze, semi, cortecce). Fra le numerose specie in grado di fornire coloranti vegetali ce ne sono alcune che presentano una buona adattabilità al terreno e al clima italiano e hanno elevate potenzialità produttive tanto da prevedere la raccolta dei loro semi e la successiva coltivazione tenendo conto anche delle richieste della PAC.

Tra le erbe selvatiche utilizzate per la colorazione naturale e vegetale dei tessuti vi sono in particolare:

-il guado per il colore indaco,

-la robbia per le tonalità del rosso,

-la camomilla per il giallo,

-l’ortica per il giallo-dorato,

-la romice per il beige/marrone,

-l’erica per il giallo-marrone,

-le varie specie di licheni per il giallo, il marrone o il rosso/viola,

-il caglio per il rosso,

la calendula per il giallo dorato,

-la menta piperita per il verde intenso,

-il prugnolo per il rosso,

-la malva per il viola.

Il procedimento di tintura naturale dei tessuti avviene mediante l’infusione delle erbe selvatiche. A seconda del rapporto tra la quantità di tintura vegetale impiegata e la quantità di tessuto o di filato si potranno ottenere colorazioni di diversa intensità. A questo procedimento fa seguito la fissazione del colore che a livello casalingo avviene con l’aceto.

In Basilicata c’è una start up, nel Vulture, che sta ottenendo grande successo a livello italiano ed europeo perché ha creato i presupposti per recuperare il colorante naturale da scarti vegetativi delle aziende agricole. Ma questa è un’altra storia da conoscere e seguire con attenzione. L’azienda si chiama PIGMENTO, ha sede a Melfi, ed alla base c’è una bella storia di famiglia. Se volete saperne di più cliccate su questo link:

https://www.pigmentonaturale.com

https://www.facebook.com/pigmentonaturale/

 

 

Mariantonietta TudiscoVisualizza tutti i Posts

Una persona eclettica e sognatrice. Ama la Natura e vivere all'aria aperta. Ha tante competenze e si è sempre ben espressa in ogni ambito lavorativo che ha richiesto lavoro di equipe. Si occupa di progettazione ambientale per il pubblico ed il privato, di agriturismo e fattorie didattiche, di consulenza alle imprese, agli enti o agli agricoltori, di formazione post diploma con enti accreditati, di animazione del territorio e proposte di itinerari.

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