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L’erbario: primo passo per riconoscere una pianta

11 gennaio 2017

Pe riconoscere e classificare le piante è necessario realizzare l’erbario, una semplice operazione che richiede però alcune procedure essenziali. 
Solitamente si preleva una pianta completa di tutte le sue parti aeree e sotterranee quando è in fiore mentre per gli alberi ed gli arbusti basterà limitarsi ad alcuni rami con fiori e frutti. 

Le operazioni di raccolta possono essere agevolate da alcuni attrezzi quali una piccola vanga, un coltellino e una cesoia. Nel caso delle piante dioiche si deve fare attenzione a conservare e distinguere fiori di entrambi i sessi. 


Nella fase di raccolta si possono utilizzare i sacchetti di plastica, facendo attenzione a ripulire bene le radici dal terriccio ed a proteggere i fiori.

Nella fase di essiccazione gli esemplari appena raccolti verranno separati da fogli di carta fra due rettangoli di cartone robusto o compensato, coperti da fogli di giornale e tenuti assieme da un elastico. 
Al momento della raccolta sono da tener presente anche le normative per la protezione della flora, le aree di protezione e tutela, le liste di piante rare e protette.

E’ opportuno fotografare la pianta completa, i particolari e l’habitat in cui è inserita. 
La determinazione del campione va fatta il più presto possibile:  sul posto  al momento della raccolta o al ritorno dall’escursione.


Per la classificazione si utilizzano sistemi di chiavi dicotomiche che procedono all’analisi degli esemplari attraverso una serie di identificazione successive dei caratteri e forniscono anche una dettagliata iconografia. 
Per esaminare con maggior dettaglio e attenzione i campioni si può usare una lente di ingrandimento o uno stereomicroscopio; per sollevare o staccare alcune parti della pianta da esaminare separatamente si possono usare aghi o pinzette molto sottili con punte dritte. 
Per la nostra area geografica le chiavi dicotomiche più utilizzate sono: 


E. Baroni, 1984 Guida botanica d’Italia – CAPPELLI Rocca San Casciano
 S. Pignatti, 1982 Flora d’Italia – EDAGRICOLE Bologna

P. Zangheri, 1976 Flora italica – CEDAM Padova


La conservazione delle piante avviene attraverso l’essiccamento sotto pressa. 
I campioni vengono accuratamente adagiati in mezzo a fogli di carta ad alta assorbenza (ottimi i fogli di quotidiano, non adatte le carte patinate o lucide). Nel disporre la pianta sul foglio è necessario distendere e separare bene le foglie ed i fiori per evitare che essiccandosi restino piegati o attaccati l’un l’altro. Se i frutti tendono a staccarsi o ad espellere i semi è buona regola staccarli, conservandoli in bustine da allegare al foglio d’erbario. Le parti della pianta troppo voluminose (capolini, rizomi, ecc.) devono essere sezionate longitudinalmente a metà.
Durante la fase di essiccazione è necessario sostituire frequentemente i fogli di giornale per evitare la formazione di indesiderate muffe. 
Alcune piante però potrebbero presentare particolari problemi di essiccazione.


I campioni essiccati vanno sistemati su fogli di cartoncino bianco di misura standard 30×45 cm. Per fissare la pianta essiccata su cartoncino si possono usare colla o spilli. 
La “spillatura” è il metodo classico più utilizzato poiché non danneggia la pianta e consente di spostarla successivamente dal foglio senza danni. Si utilizzano spilli di acciaio inossidabile e striscioline di carta di dimensioni variabili in relazione alle caratteristiche dell’esemplare da fissare sul foglio. 
Le striscioline di carta si appoggiano sul fusto e/o sui rami e si fissano con uno spillo. E’ necessario utilizzare un numero adeguato di spilli (né troppi, né pochi) per ottenere il miglior risultato estetico e la maggior sicurezza di tenuta. In ogni caso si deve lasciare lo spazio per allegare una bustina con frutti o semi e lo spazio per la sistemazione dell’etichetta.


L’etichetta, di dimensioni standard 10,5×7,4 cm, riporta il nome del Museo o dell’Istituto, l’Erbario in cui è inserita, il nome della specie completo: famiglia, genere, specie, autore (es. Leguminosae, Lathyrus montanus Bertnh.) La località in cui la pianta è stata raccolta: regione, comune, località, quota. 


L’erbario è soggetto ad attacchi da parte di numerosi parassiti. Le muffe possono causare dei danni così come gli insetti. Anche 
 le condizioni climatiche dei locali in cui i campioni vengono conservati rappresentano i principali fattori responsabili delle infestazioni. Infatti, gli ambienti caldo-umidi favoriscono lo sviluppo e la diffusione dei parassiti. Pertanto, la temperatura e l’umidità dei locali dovrebbero essere controllate: la temperatura dovrebbe essere minore di 21°C e l’umidità relativa dovrebbe essere compresa tra il 30 e il 40%.
 Esistono numerosi sistemi e sostanze per combattere i parassiti responsabili delle infestazioni degli Erbari tra cui i più comuni sono la naftalina e la canfora.


Il modo migliore di sistemare i campioni è quello di suddividerli in ordine sistematico: nell’ambito delle singole famiglie, o generi, le relative specie possono essere raggruppate secondo un ordine alfabetico. 
Solitamente i campioni sono collocati in ordine sistematico e sono racchiusi dentro cartellette, dette camicie. Così sistemati, i fogli d’erbario, a gruppi di circa 50, vengono confezionati in pacchi, trattenuti fra due robusti cartoni e legati da una cinghia. Un cartellino permette di individuarne il contenuto. I campioni sono ovviamente schedati in un sistema computerizzato che ne facilita la consultazione.

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Mariantonietta TudiscoVisualizza tutti i Posts

Una persona eclettica e sognatrice. Ama la Natura e vivere all'aria aperta. Ha tante competenze e si è sempre ben espressa in ogni ambito lavorativo che ha richiesto lavoro di equipe. Si occupa di progettazione ambientale per il pubblico ed il privato, di agriturismo e fattorie didattiche, di consulenza alle imprese, agli enti o agli agricoltori, di formazione post diploma con enti accreditati, di animazione del territorio e proposte di itinerari.

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