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L’orto: nuove prospettive di vita all’aria aperta

18 gennaio 2017

Il termine orto deriva dal latino hortus. Anche il giardino l’hortus conclusus ha la medesima radice.

La coltivazione degli orti ha origini antichissime: sono nati per la necessità delle famiglie e poi si sono trasformati in luoghi di produzione a fini commerciali per i mercati dell’orto-frutta e per gli scambi con i paesi esteri.

Le funzioni dell’orto sono molteplici:

  • paesaggistiche perché la coltivazione dell’orto permette il riutilizzo di luoghi in disuso, li valorizza, li rende accessibili come luogo d’incontro e condivisione;
  • ambientali perché gli orti aiutano a migliorare il microclima, riducono la presenza di agenti inquinanti, diventano un’alternativa allo smaltimento di rifiuti organici usando il compost come concime;
  • ecologiche perché il consumo di cibo a km0 riduce la produzione di anidride carbonica generata dai trasporti per le consegne;
  • sociali perché lavorare in spazi attigui contribuisce all’integrazione delle persone che coltivano l’orto o di chi va a fargli visita;
  • terapeutiche perché i pensionati, i disoccupati, alcuni tipi di malati diventano persone produttive vivendo all’aria aperta dove la vista del verde rilassa, rasserena, elimina lo stress;
  • sensoriali perché profumi, colori, forme ed aromi attireranno l’attenzione dei nostri principali sensi e di piccoli insetti.

Da alcuni anni ci sono Comuni che mettono a disposizione i loro spazi per assegnare piccoli lotti da utilizzare come orti e/o giardini urbani.

Nel distretto di Parigi od anche in molte città italiane, ad esempio, ci sono dei bellissimi esempi di terreni comunali concessi in comodato d’uso a singoli cittadini o ad associazioni che per un certo periodo provvederanno alla loro manutenzione.

Vengono consegnati fazzoletti di terra nuda oppure già recintati con piccole casette per gli attrezzi e l’impianto d’irrigazione. Ognuno degli aventi diritto poi ci coltiva quel che vuole: ortaggi, verdure, frutta ma anche fiori.

Gli orti diventano così anche piccoli giardini da visitare ed il Comune non spenderà nulla per la manutenzione perché sarà a carico degli assegnatari.

Qui al Sud ci sono centri che conservano gelosamente i loro “orti urbani” di un tempo (vedi Tursi, Bitonto, Sant’Andrea di Atella). Questi sono patrimonio e storia antica che negli anni hanno capitalizzato tradizioni di cultura e coltura arricchendole di magia ed incanto.

Le aziende agricole, invece, si sono aperte agli “orti sociali” e agli “orti didattici” di cui parleremo in una prossima nota.

Per info e corsi introduttivi scrivete a info@mariantoniettatudisco.it

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Mariantonietta TudiscoVisualizza tutti i Posts

Una persona eclettica e sognatrice. Ama la Natura e vivere all'aria aperta. Ha tante competenze e si è sempre ben espressa in ogni ambito lavorativo che ha richiesto lavoro di equipe. Si occupa di progettazione ambientale per il pubblico ed il privato, di agriturismo e fattorie didattiche, di consulenza alle imprese, agli enti o agli agricoltori, di formazione post diploma con enti accreditati, di animazione del territorio e proposte di itinerari.

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