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Flora del Vulture: il Corniolo

10 maggio 2020

Il Corniolo è un albero da frutto che nel Vulture cresce spontaneamente soprattutto nelle zone boschive e si caratterizza per i suoi frutti rossi. Appartiene alla famiglia delle Cornaceae, il suo nome scientifico è Cornus mas L. Persino Omero nelle sue opere parla di queste drupe oblunghe di color rosso, sottolineando come nel tempo passarono da esser cibo per i maiali ad essere consumate dalle famiglie. Una vecchia leggenda vuole che il legno delle piante di corniolo sia stato utilizzato per costruire il cavallo di Troia. Virgilio, nell’Eneide, ci dà notizia del legno per la costruzione di aste e lance. Anche nella letteratura contemporanea il legno di corniolo è annoverato tra i materiali dalle qualità portentose: pare proprio che sia l’ideale per costruire le bacchette magiche, almeno secondo quel che dice J. K. Rowling, autrice del famoso Harry Potter. Le corniole sono un frutto minore che attualmente non è molto utilizzato e conosciuto. Ciò non toglie che nel passato questo frutto fosse utilizzato spesso in cucina, infatti non mancano le ricette che lo vedono protagonista. A Melfi c’è un maestro che realizza bastoni con figure di uccelli o piccoli animaletti del bosco: li regala ai turisti o ai suoi amici, segno di un’arte antica che sta scomparendo.

Da noi la specie è conosciuta come Curunale, Crugnàle. Dal nome dialettale della specie deriva probabilmente la località Monte Crugnale che costeggia l’antica via Appia che porta al ponte dell’Oglio partendo da Melfi verso Foggiano e poi verso l’Ofanto. E’ una specie che predilige suoli ricchi e mediamente profondi, calcarei e sciolti. Vive nelle siepi, negli arbusteti, nei boschi misti di caducifoglie e ai loro margini fino a 1400 m.

Il corniolo è un arbusto di media grandezza con foglie caduche, alto fino a 6 metri. Ha un tronco contorto e pieno di nodi, con ramificazioni che gli fanno assumere un portamento ascendente. La corteccia di colore grigio giallastra, si differenzia in piccole scaglie ocracee o bruno ruggine alla base del fusto. E’ una specie abbastanza longeva che può superare i 100 anni. Possiede corteccia bruna con crepe rossastre, rami numerosi, gemme avvolte da 2 squame acute, carenate, pubescenti. Allo stato naturale, il corniolo è una specie molto rustica, cresce lungo i torrenti o ai margini dei boschi di latifoglie. Riesce a diffondersi facilmente grazie all’elevata capacità di emettere polloni radicali. Le foglie sono ovali, opposte, a punta allungata, con 3-5 nervature convergenti verso l’apice. Le nervature sono più chiare e hanno una leggera peluria nella pagina inferiore. La caratteristica più vistosa della pianta di corniolo è la fioritura, che avviene prima della formazione delle foglie. I fiori sono gialli, iniziano a ingrossarsi nel mese di febbraio e sbocciano a marzo per durare fino ad aprile. Hanno un lieve odore di miele e sono di tipo ermafrodito. Inoltre sono riuniti in un’infiorescenza a corimbo e sono portati da robusti peduncoli. I petali sono gialli e ripiegati verso il basso. E’ una delle prime piante a fiorire nel pieno dell’inverno. Il frutto è una drupa carnosa, ovoidale-ellittica, pendula, carnosa, lucida, rosso-scarlatta a maturità e di sapore acidulo. I frutti maturano molto lentamente impiegando almeno 7 mesi per raggiungere la piena maturazione ad ottobre.

Le corniole vanno raccolte e consumate quando raggiungono la piena maturità; si consiglia infatti di consumare solo le bacche che si staccano dalla pianta con facilità o addirittura quelle che sono già cadute a terra. Consumate fresche sono un’ottima fonte di fruttosio, sali minerali e vitamina C; pensate che in alcuni casi possiedono più vitamina C di alcuni agrumi. E’ un frutto ricchissimo di vitamine, caroteni, pectine, tannini, mucillagini e acidi organici (acido malico, gallico e gliossalico). Essendo una preziosa fonte di antiossidanti fenolici, ha importanti effetti neuroprotettivi anche contro l’Alzheimer.

Dalla corteccia del corniolo si ricava un estratto in grado di placare uno stato febbrile se assunto come decotto da bere nell’arco della giornata. Lo stesso rimedio rappresenta anche un aiuto per contrastare la dissenteria. Secondo alcuni studi, il corniolo vanta anche proprietà antinfettive e antimicrobiche tanto da risultare efficace contro alcuni tipi di batteri resistenti agli antibiotici, tanto da rivelarsi utile per combattere affezioni alle vie respiratorie e articolari. Il corniolo si caratterizza anche per numerosi effetti benefici sull’epidermide, grazie alle proprietà astringenti e purificanti. Gli usi sono molteplici, fermo restando la necessità di consultarsi sempre con il medico prima di adoperare sulla pelle prodotti che potrebbero dare origine a reazioni spiacevoli. Le sue proprietà come antirughe naturale sono da associarsi al decotto a base di corteccia che può aiutare a purificare l’epidermide e attenuare le rughe; come scrub per il viso è possibile utilizzare il succo di corniole con il miele, il limone e lo zucchero; per l’impacco sui capelli il succo può essere amalgamato con dell’Aloe Vera in gel per creare una crema nutriente da lasciare in posa sulla capigliatura prima di risciacquare abbondantemente.

Dal punto di vista alimentare, i frutti del corniolo sono spesso usati per realizzare succhi altamente vitaminici oppure marmellate gustose che, grazie al retrogusto acidulo, possono essere adoperate per arricchire il sapore dei formaggi o della carne bollita. Dalle corniole mature si ricava un’ottima grappa e un gustoso liquore digestivo. Se si raccolgono le corniole ancora acerbe, è possibile prepararle in salamoia. Se si desidera sfruttare le potenzialità astringenti delle corniole è sufficiente consumare i frutti crudi oppure sorseggiare un decotto preparato mettendo in infusione le bacche in acqua bollente e lasciando bollire il tutto per alcuni minuti. La polpa del frutto è impiegata in cucina per la preparazione di gelatine, marmellate, sciroppi e sorbetti. Inoltre, il nocciolo tostato ha un buon profumo di vaniglia e viene usato per preparare il caffè viennese.

Il corniolo è una specie apprezzata da sempre anche per il suo legno, uno dei più duri in assoluto tra le specie europee; si leviga facilmente ed è ricercato nei lavori di tornitura, per la costruzione dei raggi delle ruote da carro e di utensili vari. Con esso gli antichi romani fabbricavano i famosi giavellotti. Il legno è famoso per la sua durezza e resistenza: per questo viene utilizzato diffusamente nella falegnameria di precisione. E’ di colore bruno-chiaro nelle parti interne, mentre nella corteccia vira sul rossastro.

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Mariantonietta TudiscoVisualizza tutti i Posts

Mariantonietta è una persona eclettica e sognatrice, ama la Natura e vivere all'aria aperta. Ha tante competenze e si è sempre ben espressa in ogni ambito lavorativo che ha richiesto lavoro di equipe. Si occupa di progettazione ambientale per il pubblico ed il privato, di agriturismo e fattorie didattiche, di consulenza alle imprese, agli enti o agli agricoltori, di formazione post diploma con enti accreditati, di animazione del territorio e proposte di itinerari.

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