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Flora del Vulture: l’Arnica

10 maggio 2020

L’Arnica, Arnica montana L., è un’erba medicinale, appartenente alla flora protetta, della famiglia delle Asteraceae, perenne, a fusto eretto e mediamente robusto, dai grandi capolini di colore giallo aranciato con caratteristici petali e dal gradevole odore aromatico. In Francia è molto comune la denominazione di Tabac des Vosges in quanto gli abitanti delle regioni montane se ne servono come tabacco da fiuto. Per molto tempo le sue virtù terapeutiche sono state completamente ignorate, tant’è che i primi cenni sull’uso di questa pianta sono stati ritrovati in manoscritti che risalgono circa al 1600.

Cresce in terreni poveri e silicei da 500 a 2500 m s.l.m. Sul Vulture è presente un pò ovunque ma i prati di arnica sono bellissimi nei pressi della Fontana dei Faggi.

E’ una pianta erbacea, perenne, con gemme svernanti al livello del suolo, le foglie sono disposte a formare una rosetta basale. In questa pianta sono presenti due tipi di foglie, quelle basali sono opposte a croce, brevemente picciolate, patenti al suolo ed hanno la forma ovata con lamina intera appena dentellata, sono coriacee e glabre nella pagina inferiore, un po’ pubescenti sulla pagina superiore; quelle cauline sono bratteiformi, sessili, lanceolate e più piccole. L’infiorescenza presenta dei capolini ligulati. I frutti sono acheni, di colore bruno-nerastro, pubescenti e rugosi sormontati da un piccolo pappo piumoso giallastro.

Questa pianta è spesso utilizzata come rimedio nella fitoterapia ma attenzione perchè a forti dosi può provocare paralisi e tachicardia. L’Arnica è uno tra i più utilizzati rimedi naturali per il trattamento di comuni disturbi legati al sistema cutaneo e all’apparato osteoarticolare. Grazie alle proprietà antiflogistica, antireumatica ed antiechimatosa è largamente impiegata per uso topico, sotto forma di pomata, olio o unguento, in caso di edemi post-traumatici, contusioni e reumatismi. In diluizione omeopatica l’arnica montana, si rivela un ottimo sostegno per il trattamento di disturbi neurologici, depressione e per ridurre i dolori del parto. Tutta la pianta (fiori e rizoma) contiene un glucoside, l’arnicina, che è simile alla canfora. Produce due differenti olii essenziali, uno localizzato nei fiori e l’altro nei rizomi essiccati. Dalla pianta si può estrarre anche acido gallico e tannino. Le epoche particolari di raccolta sono per le foglie e i fiori in estate; per i rizomi in settembre-ottobre. Durante la fioritura, viene utilizzata tutta la pianta. È indicata in caso di punture d’insetti, foruncolosi e lievi infiammazioni cutanee ed anche contro il mal di schiena.

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Mariantonietta TudiscoVisualizza tutti i Posts

Mariantonietta è una persona eclettica e sognatrice, ama la Natura e vivere all'aria aperta. Ha tante competenze e si è sempre ben espressa in ogni ambito lavorativo che ha richiesto lavoro di equipe. Si occupa di progettazione ambientale per il pubblico ed il privato, di agriturismo e fattorie didattiche, di consulenza alle imprese, agli enti o agli agricoltori, di formazione post diploma con enti accreditati, di animazione del territorio e proposte di itinerari.

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