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Il Parco Archeologico di Torre degli Embrici

11 giugno 2019

Il Parco Archeologico di Torre degli Embrici si trova nell’area del Vulture, una terra ancora troppo poco esplorata da questo tipo di indagini anche se, un tempo, grazie alla stretta vicinanza con la valle dell’Ofanto, era stata una zona di passaggio per chi proveniva da vari luoghi della Basilicata, dell’Irpinia e della Puglia.

Nel 2004 è stato avviato un progetto quinquennale di scavi sulla collina, in Loc. Madonna della Laudata, dove è stato scoperto un complesso archeologico grazie all’opera ineguagliabile di ricercatori delle università di Alberta (Canada), Sydney (Australia) e Ben Guiron (Israele) e locali. Si è scoperto che l’intera area, dell’oggi definito Parco Archeologico di Torre degli Embrici,  era stata caratterizzata da quattro fasi costruttive l’ultima delle quali aveva visto l’ampliamento e la fortificazione dello stessa.

Il progetto iniziale di studio dell’intera area  venne patrocinato dal Comune di Rionero in Vulture e dal PIT Vulture Alto-Bradano, portato avanti grazie alla collaborazione di archeologi del luogo e delle Università straniere e autorizzato dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Basilicata e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Lo scopo era quello di fornire una visione organica delle diverse fasi di antropizzazione del territorio del Vulture cercando di chiarire il rapporto fra l’ubicazione dei 63 siti  compresi tra Atella-Monticchio Bagni-Rionero in Vulture, uniti da una strada, l’Herculea, che attraversava l’intero territorio.

La struttura del cosiddetto Parco Archeologico di Torre degli Embrici risulta di età romana  e mostra la continuità di utilizzo dal II° al VII° secolo D.C. Le varie fasi costruttive hanno seguito la seguente evoluzione:

-I° fase: costruzione terme con un calidarium, un tepidarium com annessa fornace, una fontana con vasca alimentata da fistule di piombo e circondata da murature dipinte e decorate con oggetti di varia tipologia;

-II° fase: ampliamento delle terme con edificio, calidarium, tepidarium e forno;

-III° fase: edificazione di una grande basilica cristiana munita di edifici collegati fra loro per una larghezza di 25 metri ed un abside di 11 metri;

-IV° fase: costruzione di un piccolo ambiente sui resti degli edifici annessi alla basilica, con forno delle terme, un mulino ad acqua, e otto sepolture alla cappuccina tra il V° e il VI° secolo D.C.

In questo complesso durante gli scavi condotti dal prof. Fletcher, oggi docente dell’Università del Qatar, sono stati ritrovati coltelli ed utensili, armi in ferro, ceramica comune e dipinta, anfore da trasporto, monili in pasta vitrea e bronzo, frammenti di vasi di vetro, intonaci policromi ed elementi architettonici in marmo, 28 monete di bronzo ed argento, una moneta di Marco Aurelio Probo e un marmo di Afrodite, privata degli arti e del capo. Alcuni di questi reperti sono visionabili nel Museo Archeologico del Vulture-Melfese ospitato nel Castello di Melfi.

L’obiettivo, sin da subito, dell’Amministrazione Comunale è sempre stato quello di realizzare un Parco Archeologico ma mancando i fondi necessari e l’esproprio dei terreni adiacenti al sito, gli scavi sono caduti, da anni, nell’oblio. Sebbene più volte il prof. Fletcher abbia cercato con fondi esteri di riaprire le ricerche archeologiche il parere della Sovrintendenza ai Beni Archeologici di Basilicata ha sempre riferito di criticità sulla successiva conservazione del sito.

Nel 2019 un gruppo di ragazzi universitari di Rionero in Vulture ha costituito il “Comitato Parco Archeologico Torre degli Embrici” per:

-cercare di dare dignità alla storia passata di questo luogo ripulendolo, innanzitutto, da erbacce infestanti;

-realizzare un convegno tematico sull’area di scavo avendo come relatore il prof. Fletcher;

-rendere visitabile e fruibile l’intera area di scavo;

-proporre progetti di cittadinanza attiva.

In questi giorni si sono già messi a lavoro, in forma del tutto gratuita, ed hanno cominciato a tagliare l’erba di modo che l’intero complesso sia almeno visibile. Nel prossimo periodo, invece, si cercherà di rendere fruibile l’area ai visitarori con visite guidate e hanno già preso contattti con il prof. Fletcher per organizzare il convegno.

Chiunque voglia contattarli per dargli una mano e mettersi a disposizione può farlo tramite la pagina Facebook dedicata a Parco Archeologico Torre degli Embrici

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Mariantonietta TudiscoVisualizza tutti i Posts

Una persona eclettica e sognatrice. Ama la Natura e vivere all'aria aperta. Ha tante competenze e si è sempre ben espressa in ogni ambito lavorativo che ha richiesto lavoro di equipe. Si occupa di progettazione ambientale per il pubblico ed il privato, di agriturismo e fattorie didattiche, di consulenza alle imprese, agli enti o agli agricoltori, di formazione post diploma con enti accreditati, di animazione del territorio e proposte di itinerari.

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